Indice:
Capire la menopausa e il concetto di «tabù medico»
Dati chiave: la menopausa nel 2025
La menopausa è davvero un tabù? Cosa dicono i sondaggi
La menopausa, un punto cieco della formazione medica
Un tabù che costa caro: sanità pubblica ed economia
Cosa sta cambiando in Francia e altrove
Come rompere concretamente questo tabù: donne, operatori sanitari, datori di lavoro
Unisciti alla rivoluzione del benessere femminile
Domande frequenti sulla menopausa e il tabù medico
Conclusione: la menopausa, una nuova frontiera per la parità nella salute
Definire la menopausa: una fase naturale, non una malattia
L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ricorda che la menopausa è una fase naturale del ciclo di vita delle donne, che corrisponde alla cessazione definitiva delle mestruazioni dopo 12 mesi consecutivi senza ciclo mestruale.
In altre parole: non si tratta né di una «malattia» né di un incidente, ma di un importante processo biologico, che è stato a lungo patologizzato e drammatizzato nei testi medici, il che alimenta ancora oggi parte del tabù.

Cosa si intende per «tabù medico»?
Si parla di tabù medico quando:
- un tema legato alla salute èavvolto dal silenzio, dalla vergogna, dall'imbarazzo;
- le pazienti non osano fare domande o parlare dei propri sintomi;
- gli stessi operatori sanitari si sentono a disagio, poco preparati o evitano l'argomento;
- esiste undivario tra la diffusione del problema e l'importanza che gli viene attribuita nella ricerca, nella formazione e nelle politiche pubbliche.
È esattamente ciò che afferma il Ministero della Salute: nel maggio 2025, esso riconosce ufficialmente che «la menopausa è ancora troppo spesso considerata un tabù sociale», anche da parte di alcuni operatori sanitari.
Dati chiave: la menopausa nel 2025
Quante donne sono interessate oggi?
In Francia:
- Oltre 14 milioni di donne sono già in menopausa.
- 17,2 milioni di donne di età superiore ai 45 anni sono già in menopausa o si stanno preparando ad affrontarla.
- Ogni anno, circa 500.000 donne entrano gradualmente in menopausa.
Nel mondo:
- L'OMS stima che entroil 2030 circa 1,2 miliardi di donne avranno 50 anni o più e saranno quindi interessate dalla menopausa.
- È evidente che la questione non riguarda solo una minoranza: parlare di menopausa significa parlaredella salute di metà dell’umanità per un terzo della loro vita.
A che età si verifica la menopausa e quanto dura la fase di transizione?
- La maggior parte delle donne entra in menopausa trai 45 e i 55 anni.
- L'età media in Francia è di 51 anni.
- Laperimenopausa può durare diversi anni, a volte anche più di 10 anni per alcune donne.
I sintomi non si limitano a «qualche vampata di calore»:
- In Francia,l'87% delle donne di età compresa tra i 50 e i 65 anni presenta almeno un sintomo della menopausa, oltre alla cessazione delle mestruazioni.
- Il 20-25% delle donne soffre di disturbi gravi, che incidono pesantemente sulla loro qualità di vita.
- Il 25% delle donne riferisce ancora di avere sintomi a 10 anni dall'inizio della menopausa.
Sintomi e qualità della vita: cosa dicono i dati?
Secondo il Ministero della Salute, i sintomi principali sono:
- vampate di calore (circa il 70% delle donne colpite);
- sudorazione notturna;
- disturbi genito-urinari, tra cui secchezza vulvo-vaginale (dal 25 al 70%);
- dolori articolari;
- calo della libido, disturbi del sonno, stanchezza, disturbi della memoria, irritabilità…
Uno studio dell'Inserm ricorda che:
- Il 20-25% delle donne presenta sintomi da moderati a gravi
- circa il 30% presenta sintomi depressivi durante la perimenopausa (calo di energia, irritabilità, perdita di interesse).
In poche parole: la menopausa rappresenta una fase complessa dal punto di vista della salute pubblica, con conseguenze fisiche, psicologiche e sociali ben documentate, eppure a lungo sottovalutate.
La menopausa è davvero un tabù?
Cosa dicono i sondaggi
In Francia: un tabù ancora molto diffuso, anche all'interno della coppia
Il Ministero della Salute sintetizza i risultati di diverse indagini e traccia un quadro preoccupante:
- Il 48% delle donne sotto i 50 anni ritiene che sia difficile parlare della menopausa.
- Il 39% delle donne in premenopausa dichiara di essere preoccupata al riguardo.
- Nel 2019, il 34% delle donne di età compresa tra i 45 e i 54 anni riteneva che non ci fossero informazioni sufficienti sulla menopausa.
- Il 38% non sapeva a chi rivolgersi.
- Il 46% delle donne in premenopausa non aveva mai parlato della menopausa con il proprio partner.
Uno studio condotto dal gruppo Essity nel 2023 conferma questo carattere tabù:
- Il 41% delle donne francesi considera la menopausa un argomento tabù.
- Il 44% dichiara di non essere sufficientemente informato sulla menopausa e sui suoi effetti.
- Il 72% evita di parlarne in pubblico e il 60% non ne parla con i colleghi.
- Il 67% non ha mai visto una campagna di sensibilizzazione sui sintomi.
Una realtà mondiale: vergogna, solitudine e mancanza di informazioni
A livello internazionale, un ampio studio condotto da Astellas (13.800 persone in 6 paesi) dimostra che:
- Il 65% delle donne che hanno attraversato la menopausa riferisce di provare sentimenti negativi (ansia 41%, depressione 33%, imbarazzo 24%, vergogna 11%).
- Il 59% degli intervistati ritiene che la menopausa sia un argomento tabù di cui si parla con difficoltà.
- Il 66% ritiene che la menopausa e i suoi sintomi non vengano presi sul serio.
In Canada, il rapporto *The Silence and the Stigma* della Menopause Foundation of Canada rivela che:
- Il 54% delle donne intervistate ritiene che la menopausa sia ancora un argomento tabù;
- Il 46% si sente impreparato;
- Il 38% si sente solo durante la menopausa;
- menodi un quarto si dichiara «molto informato» sui segni e sui sintomi.
Il lavoro: un tema che ostacola la carriera e il benessere
Anche dal punto di vista professionale, i dati parlano chiaro:
- Lo studio di Essity mostra chel'87% delle donne è ancora attiva professionalmente quando inizia la menopausa, ma il 60% non ne parla con i colleghi, nonostante la stanchezza e i disturbi di concentrazione incidano sul loro lavoro.
- Lo stesso studio rileva che il 42% delle donne dichiara che la stanchezza legata a questo periodo ha influito negativamente sul proprio lavoro, mentre il 14% riferisce difficoltà di concentrazione.
- Da un sondaggio OpinionWay condotto per conto di Astellas Pharma France emerge chel'87% delle donne in menopausa dichiara di aver provato disagio sul lavoro a causa dei propri sintomi, e circa una su quattro nasconde la propria condizione per paura di essere discriminata.
In Francia, articoli di stampa come quello pubblicato da *Le Monde* parlano esplicitamente di un «tabù in ambito aziendale», nonostante alcune iniziative (congedi specifici, formazione dei dirigenti, ecc.).
La menopausa, un punto cieco della formazione medica
Medicina e ginecologia: pochi o nessun corso di studi specifici
Per capire se la menopausa sia un tabù anche nel mondo medico, basta dare un'occhiata alla formazione.
Uno studio pubblicato nel 2023 sulla rivista *Menopause* ha intervistato 99 responsabili di programmi di specializzazione in ginecologia e ostetricia negli Stati Uniti. Ecco i risultati, riassunti da *Physicians Weekly*.
- Il 92,9% dei direttori ritiene che i tirocinanti dovrebbero avere accesso a un programma standardizzato sulla menopausa.
- Tuttavia, solo il 31,3% dei programmi dichiara di avere un vero e proprio programma didattico dedicato alla menopausa.
- E solo il 29,3% offre alle tirocinanti un orario di consultazione dedicato alla menopausa.
In altre parole: anche nelle specializzazioni che dovrebbero essere le più competenti in materia, la formazione rimane molto lacunosa.
Questa constatazione è in linea con altre relazioni (Canada, Francia) che denunciano un «punto cieco» nella salute delle donne dopo la maternità, con scarsa informazione obbligatoria sulla perimenopausa, sulle terapie ormonali e sulla salute mentale legata alle fluttuazioni ormonali.
Conseguenze per le pazienti: disorientamento e cure insufficienti
Questa mancanza di formazione si traduce concretamente in:
- sintomi sottovalutati («è normale, è l'età»);
- un percorso diagnostico tortuoso, in particolare per la depressione, i disturbi del sonno, i dolori articolari o i disturbi urogenitali.
- unaprescrizione insufficiente di trattamenti efficaci quando indicati, in particolare delle terapie ormonali per la menopausa (TOM).
In Francia, un gruppo di ricerca dell’Università Paris-Saclay ricordache prima degli anni 2000 oltre il 50% delle donne in menopausa era in terapia ormonale sostitutiva, mentreoggi la percentuale è scesaa meno del 10%, a seguito di un «enorme sconvolgimento» causato da studi statunitensi che hanno suscitato un timore sproporzionato nei confronti dei rischi.
Questi studi avevano evidenziato un aumento dei rischi, in particolare di cancro al seno, ma con regimi terapeutici diversi da quelli utilizzati in Francia. I dati francesi più recenti relativizzano tali rischi quando la terapia ormonale sostitutiva (TOS) viene chiaramente indicati e personalizzati, come conferma anche l'HAS nelle sue ultime prese di posizione.
In sintesi: sì, la menopausa è ancora un tabù in ambito medico, perché se ne parla poco, non viene data la giusta importanza nella ricerca ed è spesso fraintesa, anche dagli operatori sanitari.

Un tabù che costa caro: sanità pubblica ed economia
Rischi cardiovascolari, ossei e mentali: il periodo di vulnerabilità
Il calo degli estrogeni in menopausa non riguarda solo il ciclo mestruale. Influisce su:
- la salutedelle ossa (rischio di osteoporosi, fratture)
- la salute cardiovascolare
- la saluteneurologica
- la salutementale (depressione, ansia).
Alcuni dati:
- L'OMS ricorda che la perimenopausa può avereripercussioni sul benessere fisico, emotivo, mentale e sociale per diversi anni.
- In Francia, il ministero sottolinea che la menopausa aumenta alcuni rischi cardiovascolari e la fragilità ossea, da cui la necessità di visite preventive specifiche.
- Secondo i dati citati dall'Università Paris-Saclay e dall'Inserm,il 20-25% delle donne presenta sintomi da moderati a gravi, mentre il 30% manifesta sintomi depressivi durante la perimenopausa.
Costo per l'azienda e la società
Il tabù ha anche un costo economico:
- In Canada, si stima cheuna donna su dieci abbandoni il mercato del lavoro a causa della menopausa.
- In Francia, i rapporti governativi sulla menopausa raccomandano di quantificare il costo economico (assenze per malattia, perdita di produttività, pensionamenti anticipati) e di comunicarlo ai datori di lavoro per stimolare l'adozione di misure concrete.
- Da alcune indagini condotte da Astellas ed Essity emerge che la maggior parte delle donne riferisce unimpatto negativo sul lavoro (stanchezza, mancanza di concentrazione, assenteismo, rinuncia a candidarsi per le promozioni).
Per le aziende, ignorare la menopausa significa:
- perderecompetenze (spesso donne in una fase avanzata della carriera)
- aumentare i costi sanitari e quelli legati all'assenteismo;
- indebolire le politiche in materia didiversità e parità professionale.
Cosa sta cambiando in Francia e altrove
Il rapporto Rist: 25 proposte per «trovare finalmente la strada verso l’azione»
Nell'aprile 2025, la deputata Stéphanie Rist ha presentato al governo un rapporto intitolato «La menopausa in Francia: 25 proposte per trovare finalmente la strada verso l'azione».
Il governo annuncia diverse priorità, tra cui:
- Una visita dedicata alla menopausa per ogni donna, fin dai primi sintomi, con un operatore sanitario qualificato (medico di base, ginecologo, ostetrica).
- Un potenziamento dell'informazione fin dalla più tenera età, attraverso il Ministero dell'Istruzione, i siti pubblici (Ameli, Santé.gouv…) e una campagna rivolta al grande pubblico.
- Un maggiore sostegno allaricerca sulla menopausa.
- Una maggiore attenzione alla menopausa nelmondo del lavoro.
La fine (graduale) del tabù delle terapie ormonali
Allo stesso tempo, si assiste a una progressiva rivalutazione delle terapie ormonali per la menopausa (TOM):
- Alcuni articoli divulgativi e alcuni ricercatori (Paris-Saclay, Inserm) ricordano che i rischi evidenziati all'inizio degli anni 2000 erano legati a specifici schemi terapeutici (tipo di estrogeni, somministrazione per via orale, progestinici sintetici) che non corrispondono a quelli prevalentemente utilizzati in Francia.
- L'HAS ha recentemente confermato il ruolo dei THM nella strategia terapeutica, a condizione che si proceda a unavalutazione individuale e a una prescrizione adeguata
Questo non significa «terapia ormonale sostitutiva per tutti», ma che il tabù medico che circonda questi trattamenti sta venendo meno a favore di un approccio più scientifico e sfumato.
Mobilitazione di associazioni, ricercatori e collettivi
In Francia, sono molti gli attori che stanno cambiando le cose:
- Il Planning Familial (ad esempio nella regione Borgogna-Franca Contea) ha elaborato un barometro sulla menopausa, mettendo a confronto le testimonianze di donne e operatori sanitari e descrivendo questa fase come un percorso «più segreto di una società segreta», permeato da tabù.
- Università come quella di Paris-Saclay pubblicano dossier di ricerca dal titolo «Menopausa: un tabù da sfatare per la salute delle donne».
- Alcune fondazioni nazionali (Canada, Regno Unito, ecc.) pubblicano rapporti e organizzano campagne di sensibilizzazione dedicate alla menopausa.
Come rompere concretamente questo tabù: donne, operatori sanitari, datori di lavoro
Per le donne interessate
Informarsi tramite fonti affidabili ( siti pubblici, associazioni e organismi specializzati (Pianificazione Familiare, fondazioni specializzate…)).
Parlare dei propri sintomi senza vergogna ( al proprio medico di famiglia, al ginecologo o all'ostetrica; al proprio partner; alle amiche o nei gruppi di sostegno: la solitudine aumenta la sofferenza.
Prepararsi alla visita (prendere nota dei sintomi, della loro frequenza e delle loro conseguenze); presentarsi con delle domande sulle opzioni disponibili: stile di vita, sostegno psicologico, terapia ormonale sostitutiva o alternative non ormonali.
Se necessario, chiedi un secondo parere ( se i tuoi sintomi vengono minimizzati o se ti senti a disagio, hai il diritto di rivolgerti a un altro professionista).
Per gli operatori sanitari
- Aggiornarsi sulleraccomandazioni più recenti (HAS, società scientifiche, corsi online).
- Affrontare in modo proattivo la menopausa nel follow-up delle donne a partire dai 40–45 anni.
- Prendere sul serio i sintomi della menopausa e il loro impatto sul lavoro, sulla vita familiare, sulla sessualità e sulla salute mentale.
- Fornire informazioni sincere sui beneficie sui rischi delle terapie, piuttosto che lasciare che sia Internet a colmare il vuoto con informazioni che a volte possono causare ansia.
Per i datori di lavoro
- Inserire la menopausa nelle politiche disalute sul lavoro: adeguamento della postazione di lavoro (temperatura, accesso ai servizi igienici, possibilità di fare pause); modifiche puntuali dell'orario di lavoro; possibilità di lavorare da casa in determinate situazioni.
- Formare imanager su questi temi (senza medicalizzare le donne, ma comprendendone le implicazioni).
- Promuovere una cultura aziendale in cui parlare della menopausa non sia più imbarazzante che parlare di gravidanza o di disabilità invisibili.
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Domande frequenti sulla menopausa e il tabù medico
1. Tutte le donne vivono la menopausa allo stesso modo?
No. Gli studi evidenziano una grande variabilità: alcune donne presentano pochissimi sintomi, altre invece soffrono di disturbi gravi per diversi anni. In Francia, circa il 20-25% delle donne presenta sintomi da moderati a gravi che compromettono chiaramente la loro qualità di vita.
2. Perché a scuola si parla così poco della menopausa, mentre si parla delle mestruazioni e della gravidanza?
Storicamente, la salute delle donne è stata incentrata sulla riproduzione (pubertà, contraccezione, gravidanza). Il periodo post-riproduttivo è stato considerato «meno interessante» dal punto di vista medico o sociale. Le nuove politiche pubbliche mirano proprio a colmare questa lacuna, integrando la menopausa nei programmi di educazione sanitaria.3. Le terapie ormonali per la menopausa (THM) sono pericolose?
Come ogni trattamento, presentano sia benefici che rischi:
- Possono alleviare efficacemente le vampate di calore, i disturbi del sonno e alcuni sintomi urogenitali, oltre a ridurre il rischio di osteoporosi.
- I rischi (in particolare per quanto riguarda il cancro al seno o alcune patologie cardiovascolari) dipendono dal tipo di ormoni, dalla dose, dalla durata del trattamento, dall'età di inizio e dai fattori di rischio individuali.
Le raccomandazioni attuali:
somministrare alla dose minima, per il periodo più breve possibile, alle donne la cui qualità della vita è effettivamente compromessa, previa valutazione personalizzata con il medico.
4. La menopausa può davvero influire sulla carriera professionale?
Sì. I sondaggi condotti da Essity, Astellas e OpinionWay dimostrano che:
- un impatto sulla stanchezza, sulla concentrazione e sul sonno;
- un certo imbarazzo nel parlare dei sintomi, per paura di apparire «deboli» o «meno efficienti»;
- il rischio di assenteismo, di calo dell'impegno o addirittura di dimissioni anticipate.
Eppure, semplici accorgimenti (flessibilità, ventilazione, pause, clima di fiducia) possono ridurre notevolmente questo costo umano ed economico.
5. La menopausa è una questione che riguarda solo le donne?
No, è una questione sociale:
- per la salute pubblica (rischi cardiovascolari, ossei e mentali);
- per l'economia (carriere, produttività, mantenimento del posto di lavoro);
- per la parità tra donne e uomini (prevenire le discriminazioni legate all'età e al sesso).
I partner, i colleghi, i responsabili politici e i datori di lavoro hanno tutti un ruolo da svolgere per sfatare i pregiudizi sulla menopausa.
6. Come faccio a capire se i miei sintomi sono dovuti alla menopausa o ad altro?
Alcuni sintomi sono tipici (vampate di calore, cicli mestruali irregolari, sudorazione notturna, secchezza vaginale…), ma altri possono essere associati ad altre patologie (disturbi tiroidei, depressione, patologie cardiache, ecc.).
Da qui l'importanza di:
- consultare unmedico;
- effettuare un esame completo se i sintomi sono gravi o atipici;
- Non attribuire automaticamente tutto alla menopausa… né escluderla a priori.
Conclusione: la menopausa, una nuova frontiera per la parità nella salute
Ma la menopausa rimane uno degli ultimi tabù in campo medico?
Alla luce dei dati:
- Tabù sociale: quasi la metà delle donne in Francia considera ancora l'argomento un tabù, e più della metà in Canada; alcune indagini internazionali confermano che la maggior parte delle persone percepisce la menopausa come un argomento di cui è difficile parlare.
- Un argomento tabù nella coppia: quasi una donna su due non ne parla mai con il proprio partner.
- Tabù medico: la maggior parte dei programmi di formazione in ginecologia non prevede un percorso formativo strutturato sulla menopausa; i trattamenti rimangono sottoutilizzati rispetto alla loro potenziale efficacia, pur essendo correttamente indicati.
- Un tabù sul posto di lavoro: la stragrande maggioranza delle donne riferisce di provare imbarazzo, vergogna o di subire ripercussioni professionali, spesso senza ricevere alcun sostegno dal proprio datore di lavoro.
La risposta sincera è quindi: sì, la menopausa rimane ancora uno dei grandi tabù medici e sociali della nostra epoca.
Ma questo tabù sta iniziando a incrinarsi:
- attraverso ilriconoscimento ufficiale della questione (rapporto Rist, documentazione del ministero, rapporti internazionali);
- attraverso la ricerca (Inserm, università, fondazioni) che documenta meglio l'impatto reale della menopausa;
- graziealla voce delle donne stesse, che rifiutano di «soffrire in silenzio».
Rompere questo tabù non significa trasformare la menopausa in un problema da risolvere a tutti i costi.
Significa riconoscere che si tratta di:
- di una tappanormale,
- il che può risultare difficile per una parte consistente delle donne,
- e che meritainformazione, ascolto, prevenzione e cure adeguate,proprio come qualsiasi altra questione di primaria importanza per la salute pubblica.
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Fonti
È possibile consultare direttamente questi dati tramite i link riportati di seguito:
- Ministero della Salute –La menopausa: informarsi e parlarne
- Studio Essity: quasi una donna su due in Francia non è sufficientemente informata sulla menopausa
-
Salute e autonomia
- Università di Parigi-Saclay
- Organizzazione Mondiale della Sanità
- Astellas Global
- menopausefoundationcanada.ca
- Edizioni Legislative
- Le Monde.fr
- VIDAL+1
- La pianificazione familiare
- Rapporto Rist – La menopausa in Francia: 25 proposte… (pdf)
- Alta Autorità Sanitaria









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